Problemi e soluzioni per il prato a febbraio

Problemi e soluzioni per il prato a febbraio

Con l’entrata nel mese di febbraio, ci si è lasciati indietro un bel pezzo d’inverno; anche se le temperature sono ancora basse, le ore di luce sono aumentate e si iniziano ad intravedere i primi segnali di risveglio. In questo momento non bisogna farsi prendere dalla frenesia d’anticipare quelle operazioni agronomiche fondamentali (concimazioni di spinta) oppure quelle dipendenti dallo stato del tappeto erboso e del terreno (sfeltrimenti, bucature, eventuali trasemine).

Si può approfittare di questo periodo per osservare il tappeto erboso al fine di valutarne la sua tonicità; all’inverno è legata la perdita di un po’ di vigore del tappeto erboso, dovuta al verificarsi di condizioni sfavorevoli (basse temperature ) e ad una riduzione sensibile dell’attività metabolica.

In caso di tappeti erbosi che risultino “scarichi” si potrebbe intervenire con distribuzioni fogliari di prodotti a base d’azoto e microelementi, con Ferti Leaf da somministrare quando le temperature subiranno un lieve rialzo e con concimi organo minerali con azoto non prontamente assimilabile e ricchi di sostanza organica nobile (risveglio dell’attività microbica), meso e micro elementi, quale ad esempio Rooting Plus.

L’osservazione del tappeto erboso ci consente anche di valutare l’intensità di due elementi tipici di questo periodo: la presenza di lombrichi e la presenza d’infestanti graminacee microterme quali la poa annua e la poa trivialis.

  • La presenza di lombrichi è sintomo di un buon terreno agrario in quanto la loro attività rimescola il terreno ed aumenta la concentrazione di sostanze nutritive; quando, però, la loro popolazione supera certi limiti, i lombrichi possono divenire un problema sia dal punto di vista estetico (montagnole superficiali date dai loro escrementi) che da quello funzionale (tagliando il prato si schiacciano i residui sull’erba che, rimanendo soffocata sotto la terra schiacciata, deperisce). Buona prassi sarebbe quella di rimuovere e frantumare le secrezioni mediante passaggio di scopa o rastello; anche la somministrazione di zolfo lenticolare aiuta nel controllare la diffusione superficiale dei lombrichi.
  • Febbraio rappresenta anche l’inizio del massimo accrescimento di due temibili insestanti graminacee microterme, ovvero la poa annua e la poa trivialis; non avendo a disposizione prodotti per la lotta chimica, si deve ricorrere a pratiche agronomiche quali aumentare l’altezza di taglio, tenere nella giusta densità il prato, estirpare manualmente le essenze infestanti.

Sempre in questo mese risulta utile la distribuzione di agenti umettanti come Energy Wet, per ostacolare la formazione di ristagni d’acqua, fenomeno tra i principali attori del diradamento del cotico erboso, rimandando ad un periodo più consono gli interventi meccanici quali bucatura e carotatura.

Naturalmente, considerato il periodo, le macroterme sono in dormienza in buona parte dell’Italia, quindi bisogna evitare qualsiasi intervento che non sia quello di diserbo delle infestanti invernali (facendo molta ATTENZIONE che la macroterma sia in completa dormienza).