Perchè il prato ha bisogno di Azoto?
Con Aprile siamo entrati nel pieno della stagione primaverile, stagione che per il tappeto erboso rappresenta il periodo di massima crescita vegetativa.
In questo mese , oltre alle pratiche agronomiche principali, tra le quali spicca la nutrizione, possono essere messe in atto tutte quelle operazioni colturali, volte al miglioramento sia dell’elemento vegetale sia del terreno che ospita la nostra coltivazione (perché di coltivazione si tratta).
Tra i vari elementi che occorrono alla pianta per poter esplicare al meglio le proprie attività metaboliche, l’Azoto riveste sicuramente i panni dell’attore principale.
Le essenze graminacee sono per natura grandi consumatrici d’Azoto ed il tappeto erboso lo è ancora di più, considerato il carattere fortemente intensivo della coltivazione.
Le forme con cui possono essere somministrati i fertilizzanti azotati, sono diverse e si differenziano per natura (organici o minerali), velocità d’assimilazione, quantità d’Azoto presente nel fertilizzante, forma fisica (liquido o solido).
- Concimi minerali granulari
Le forme azotate minerali sono di natura nitrica ed ammoniacale; viene ascritta in questo gruppo anche l’urea pur se, in verità, per la chimica fa parte delle molecole organiche, come fertilizzante viene ottenuta in maniera industriale.
La velocità d’assimilazione delle varie forme varia a seconda della natura e diminuisce partendo dalla forma nitrica (prontamente assimilabile e quindi più soggetta a fenomeni di dilavamento), passando da quella ammoniacale fino ad arrivare a quell’ureica. I tempi d’assimilazione variano da 2 giorni ed anche meno per la forma nitrica, fino ad arrivare a 10 giorni circa per quella ureica .
Per aumentare la disponibilità della frazione azotata ed avere una curva di cessione la più costante possibile, si tende ad inserire nel fertilizzante tutte tre le forme e si agisce sull’urea coprendola con polimeri di diversa natura e spessore o legandola in catene più o meno lunghe (metil urea, urea formaldeide, isobutil urea, ecc.).
E’ il caso dei nostri concimi delle linee Ferti Control e Ferti Slow.
Nel caso di urea ricoperta si riesce a garantire una cessione programmata in quanto il rilascio è determinato dalla sola temperatura mentre nel caso delle urea a catena lunga, la cessione è determinata dall’azione della flora microbica ed è influenzata dalla temperatura dall’umidità.
- Concimi con Azoto organico
Si parla della sola frazione organica azotata in quanto la sostanza organica del terreno è cosa ben diversa e più complessa dei soli elementi fertilizzanti che essa può contenere.
La velocità di mineralizzazione e d’assimilazione dell’Azoto contenuto nei concimi organici dipende fondamentalmente dal lavoro svolto dal microbioma del terreno che è a sua volta influenzato dalla temperatura, dal grado d’umidita, dalla reazione, dall’ossigeno presente.
Parlando di concimi organici si parla sempre di frazione azotata a lenta cessione in quanto a seconda dei parametri sopra enunciati si possono avere tempi di rilascio anche piuttosto lunghi.
La velocità di rilascio dell’elemento Azoto oltre che da parametri pedoclimatici e biologici è fortemente legato alle caratteristiche proprie di ogni matrice organica ed alla forma fisica con cui il fertilizzante è confezionato; si avranno quindi concimi organici con rilasci azotati piuttosto rapidi come ad esempio quelli derivati da prodotti ematici o da pollina (matrice animale), da fermentati di leguminose o derivati da miceli fungini (matrice vegetale) ad altri con tempi di rilascio più lunghi come stallatico (animale) torbe e prodotti vari compostati (matrice vegetale). Questo è il caso invece della nostra linea Ferti Green.
Anche la forma con cui è confezionato il fertilizzante influisce sui tempi d’assimilazione ovvero prodotti composti in scaglie o microgranuli saranno senza dubbio solubilizzati prima rispetto a prodotti pellettati o macrogranuli.
