Tra tutte le pratiche manutentive le irrigazioni, così come i tagli, sono quelle che ci occupano maggior tempo nei nostri prati.
L’acqua è il bene più prezioso del pianeta, senza di essa la vita non sarebbe possibile, è quindi importante imparare a salvaguardarla e ad utilizzarla senza inutili sprechi.
Nella pratica irrigua rivestono grande importanza i seguenti fattori:
- La specie (e varietà) utilizzate nella realizzazione del tappeto erboso
- Il terreno (sabbioso, argilloso, medio impasto)
- Le condizioni climatiche (Temperatura, vento, umidità)
L’insieme di tutti questi fattori determinano l’Evapotraspirazione (ET) del tappeto erboso. Ricordiamo che solo 1% di tutta l’acqua evapotraspirata viene utilizzata dalla pianta per la fotosintesi, la restante percentuale viene “persa” per evaporazione del suolo e traspirazione della pianta.
Da confronti basati sui valori di Evapotraspirazione potenziale (ETp) giornalieri medi (vedi tabella 1 e 2) si evince che le specie microterme presentano valori notevolmente superiori rispetto alle specie macroterme . Le specie C4 (macroterme) resistono molto meglio a condizioni di stress idrico manifestando segnali di sofferenza (perdita di colore, stentato accrescimento, chiusura delle lamine fogliari) solo se molto prolungati nel tempo.
Le differenze tra questi due gruppi nella resistenza agli stress idrici sono dettati da due motivi principali: il diverso metabolismo fisiologico e dalla profondità dell’apparato radicale.

Le specie microterme dette anche C3 hanno una minor efficienza fotosintetica rispetto alle macroterme (C4) le quali riescono a fotosintetizzare (ed essere fisiologicamente attive) anche ad elevate temperature e basse concentrazione di CO2; inoltre le macroteme presentano un apparato radicale più profondo; diversi studi hanno dimostrato che le radici di Cynodon possono approfondirsi fino ad 1m , rispetto alle specie microterme ove il maggior volume radicale si esplica nei primi 30-40cm del topsoil.

Oltre alle specie vi sono anche altri molteplici fattori che influenzano l’evapotraspirazione: il terreno, l’umidità dell’aria, le temperature, il vento e lo stato manutentivo del prato (densità, tessitura, altezza di taglio, habitus di crescita).
Il terreno riveste una rilevanza primaria nella disponibilità idrica per le piante. Terreni argillosi hanno la capacità di trattenere (e mettere a disposizione delle piante, Acqua Disponibile) una maggior quantità di acqua (ed elementi nutritivi) rispetto ad un terreno sabbiosi.
Come si può vedere dal grafico sottostante l’acqua disponibile per le piante (a.d.) è la frazione compresa la Capacità di Campo (CC) e il Coefficiente di Appassimento (CA).

Come possiamo vedere nella Curva di ritenzione idrica nella figura sottostante, a parità di umidità un terreno argilloso presenta un potenziale matriciale più elevato, ovvero mette a disposizione della pianta un maggior quantitativo di acqua rispetto ad un terreno sabbioso.

L’umidità dell’aria è un altro fattore che influenza notevolmente l’evapotraspirazione; il potere evaporante dell’atmosfera cresce all’abbassarsi dell’umidità relativa; quindi una maggiore umidità relativa determina una minore “perdita” di acqua.
Il vento favorisce l’evapotraspirazione in modo proporzionale, tanto maggiore è la velocità del vento tanto aumenta l’evapotraspirazione.
Anche le pratiche manutentive del tappeto erboso influenzano l’ET; un aumento dell’altezza di taglio permetterebbe al tappeto erboso di ridurre i valori di ETp; la presenza di una maggior fitomassa determina la formazione di un microclima favorendo in questo modo l’aumento dell’umidità e una riduzione del moto ventoso. Inoltre un aumento dell’altezza di taglio determina maggior tasso di ombra sul prato stesso e sul terreno; oltretutto una maggiore superficie fotosintetizzante vi è anche un maggior approfondimento radicale.
Oltre alla scelta delle specie, ci sono pure notevoli differenze tra le varietà, in uno studio su Festuca arundinacea è stato dimostrato che le cultivar più resistenti agli stress idrici sono quelle che hanno un apparato radicale più profondo e sviluppato; grandi sforzi da parte dei genetisti si stanno compiendo negli ultimi anni nel ricercare varietà che necessitino di minor input. Anche Padana Sementigrazie alla collaborazione decennale con l’Università di Padova sta testando nuove varietà in grado di resistere e rispondere al meglio agli stress idrici. Da questi importantissimi studi scientifici abbiamo scoperto che tra le Festuche arundinacee Turfway e Thunderstruck sono quelle che rispondono meglio agli stress idrici e termici; cosi come la varietà Marauder (Poa pratensis) è risultata quella con la maggior resistenza e capacità di recupero agli stress abiotici, Apple SGL e New Orleans i Loietti in grado di sopportare al meglio gli stress, anche con l’impiego di acque saline.

Allo scopo di rendere l’irrigazione una pratica sostenibile consigliamo di seguire queste semplici regole:
- Non irrigare alle sera, in quanto la presenza di acqua nel terreno e nelle foglie del tappeto per molte ore può determinare l’insorgenza di malattie. E’ preferibile quindi eseguire l’irrigazione alla mattina.
- Eseguire irrigazioni irregolari ed abbondanti (non giornaliere); con un leggero stato di stress idrico le piante reagiranno sviluppando un apparato radicale più sviluppato che esplorerà ad una maggiore profondità alla ricerca di acqua.
- Utilizzare biostimolanti come Alga Ecklomax i quali determinano la formazione di un apparato radicale più sviluppato.
- Evitare l’irrigazione in caso di forte vento onde evitare una non uniformità di distribuzione e una perdita di acqua.
