Maggio… e le macroterme

Maggio… e le macroterme

Con l’arrivo delle alte temperature e l’aumento delle ore di luce, le essenze macroterme entrano nel pieno della loro crescita vegetativa. Nell’ultimo decennio s’è assistito ad una maggiore consapevolezza delle potenzialità che queste essenze hanno e, di conseguenza, ad un aumento delle superfici prative da esse costituite.

All’interno del “mondo” delle macroterme vi sono differenze sostanziali tra una specie e l’altra ma tutte sono accomunate da alcune caratteristiche peculiari che le differenziano nettamente dalle essenze prative microterme e più precisamente:

  • Elevata resistenza al caldo
  • Input gestionali ridotti (generalizzando)
  • Maggiore resistenza alle malattie estive
  • maggiore resistenza all’usura
  • ridotto fabbisogno idrico anche del 30%-50% in meno

Molto spesso si è portati erroneamente a pensare che le macroterme siano tutte uguali e quindi ad eseguire piani gestionali standard indistinti; niente di più sbagliato.

Le differenze ci sono e riguardano tutti le voci che formano un programma di gestione del tappeto erboso come apporti nutrizionali (specie come paspalum vaginatum e tutte le bermude abbisognano di apporti azotati differenti da una zoysia -japonica o matrella- sia per quantità che per forme di rilascio. Le altezze di taglio variano sensibilmente passando da cm 2,5-3 per una bermuda o un paspalum, fino ad arrivare a cm 8-10 per uno stenotaphrum; anche gli apporti idrici variano  sensibilmente passando da un paspalum ad uno stenotaprum (sempre comunque notevolmente inferiori ad un tappeto erboso costituito da essenze macroterme).

Parlando di macroterme , oltre che parlare degli aspetti positivi che un tipo di tappeto erboso del genere possiede, non si possono non citare gli aspetti negativi che, naturalmente, come tutti i tappeti erbosi, hanno:

  • ridotta resistenza al freddo: essendo specie di luoghi tipicamente caldi del nostro territorio, avendo un clima (più corretto sarebbe dire climi data l’eterogeneità dell’Italia) di transizione, entrano in stasi vegetativa invernale perdendo colore e virando al secco. Questo per molti rappresenta un neo delle macroterme ma, a parere personale, non è così perché l’aspetto di una macroterma in dormienza ha un suo carattere ornamentale e la riprova è data da innumerevoli giardini storici dove è di notevole impatto visivo il contrasto tra il biondo del prato e la vegetazione circostante;
  • costi d’impianto: ad eccezione della bermuda, che offre interessanti cultivar intraspecifiche, la realizzazione di un tappeto erboso avviene per posa in opera di materiale vegetativo (prato in zolle, piantine in contenitore) con conseguente aumento dei costi rispetto ad un’operazione di semina. Tralascio specie come paspalum notatum o pennisetum clandestinum ,che possono essere seminati ma formano prati piuttosto grossolani non adatti per scopi residenziali se non in un utilizzo estensivo.
  • Se non gestite correttamente possono essere soggette a malattie che portano a dei tempi di recupero piuttosto lunghi.

Allo stato attuale le macroterme ampliano la gamma delle scelte che si possono effettuare per la realizzazione di un tappeto erboso e, come in tutte in tutte le cose, bisogna valutare attentamente tutti i fattori che ci spingono a preferire un tappetto rispetto ad un altro, anche perché, una volta installata una macroterma, considerata la forte vigoria e la presenza di elementi fortemente invadenti e resistenti come i rizomi, difficilmente si potrà tornare indietro.

Padana Sementi, nella sua gamma offre diverse specie macroterme, ognuna delle quali si contraddistingue per alcune peculiarità: