Come capire se il nostro tappeto erboso è in salute?

Come capire se il nostro tappeto erboso è in salute?

L’Autunno rappresenta un periodo di cruciale importanza per la salute del tappeto erboso; lasciatoci alle spalle una stagione critica come l’estate (quest’anno particolarmente difficile) ci si deve concentrare sull’osservazione dello stato di salute del nostro tappeto erboso e cercare di capire di cosa effettivamente ha bisogno.

Come per tutti gli organismi viventi, la nutrizione riveste un ruolo di primaria importanza ed alla base di un tappeto erboso in salute.

La pratica della fertilizzazione deve prevedere la somministrazione di elementi che assecondino in maniera costante lo sviluppo dell’essenza erbacea evitando, nel contempo , eccessivi picchi di crescita, molto pericolosi in questo periodo; trovano posto nei piani di fertilizzazione tutti quei concimi che, insieme a forme di rilascio graduale dell’azoto, apportano anche macro, meso e micro elementi  come potassio, magnesio e ferro.

I concimi granulari più indicati e che hanno queste caratteristiche sono: Ferti Go (organo/minale), Control Advance e Control Field (cessione controllata).

La natura del fertilizzante da utilizzare (organo minerale, lenta cessione o cessione programmata) dipende sempre da diversi fattori, quali ad esempio le condizioni pedologiche del sito, lo stato vegetativo del tappeto erboso, la natura del piano gestionale in essere.

Un’attenta osservazione del tappeto erboso non deve mai fermarsi alla considerazione dello stato visivo della superficie ma deve prevedere anche il controllo dello stato di salute dell’apparato epigeo, perchè è da questi che dipende la robustezza del tappeto erboso. Un apparato radicale in salute deve denotare la presenza di radici avventizie bianche ed in allungamento, sinonimo di crescita e salute; viceversa radici scure e necrotiche con scarsa crescita devono fare squillare più di un campanello d’allarme circa i problemi che il nostro prato ha;  problemi che inevitabilmente s’aggraveranno con l’approssimarsi della stagione fredda.

Sono diversi fattori che influiscono sullo sviluppo dell’apparato radicale ovvero:

  • Specie vegetale: le specie vegetali hanno apparati radicali la cui profondità varia; si va dalla festuca arundinacea capace di sviluppare apparati radicali anche molto profondi, fino ad arrivare a poa pratensis che sviluppa apparati estesi ma abbastanza superficiali passando per il lolium perenne che si colloca tra le due specie sopra menzionate
  • Stagione: lo sviluppo radicale segue quello fogliare quindi è massimo nel periodo primaverile ed autunnale e diminuisce sensibilmente nelle stagioni estiva ed invernale
  • Tessitura del suolo: lo sviluppo radicale segue la natura del suolo ed è direttamente proporzionale al grado di scioltezza di esso
  • Gestione:
  1. l’altezza di taglio incide in maniera sensibile circa lo sviluppo radicale che risulterà tanto maggiore quanto maggiore risulterà la superficie fogliare;
  2. concimazioni: eccessi d’azoto (soprattutto a pronto effetto) eseguiti in periodi critici come quello estivo, avvantaggiano lo sviluppo fogliare a scapito di quello radicale in quanto costringono la pianta a lavorare consumando le sostanze di riserva contenute nell’apparato ipogeo.

Per favorire lo sviluppo radicale l’autunno rappresenta sicuramente un buon momento; gli interventi possono essere di natura meccanica, chimica o, meglio entrambi.

  • azioni meccaniche: interventi di forconature, bucature, carotature fessurazioni o sciabolature, intervengono sul rapporto aria/acqua all’interno del terreno, creano “spazi” che favoriscono lo sviluppo radicale; possono riguardare o meno l’incorporamento di materiali drenanti come sabbie silicee
  • azioni chimiche: biostimolanti: prodotti di varia natura che agiscono o regolando rapporti ormonali quali Alga Ecklomax (con ecklonia maxima), Accafert (con glucidi) che stimolano ed incrementano l’attività microbica del suolo o Amiprot (con amminoacidi);
  • utilizzo di microrganismi: quali Tricoferti (con tricoderma), Botriferti (con funghi micorrizici) o Agiferti (con batteri) che migliorano agiscono migliorando l’efficienza radicale ed aumentando lo spazio di suolo che le radici riescono;
  • utilizzo di agenti umettanti e surfattanti: Energy Wet che agisce migliorando sia la distribuzione che la mobilità dell’acqua presente nel terreno.