La disinfestazione o sterilizzazione del suolo dai parassiti è una pratica che nasce in concomitanza e a causa di sbagliate pratiche agricole in particolare in fiferimento alla monocoltura agraria; l’uomo infatti da quando non ha più effettuato le rotazioni colturali ha determinato uno stravolgimento a livello biotico nel terreno, determinandone un impoverimento a sfavore di organismi utili e favorendo (grazie all’abbondanza di una o poche colture) dello svilupparsi di organismi dannosi. È intorno a questo periodo storico che iniziano i primi interventi con prodotti chimici (quali Bromometano detto anche bromuro di metile; ad oggi revocata per i gravi danni allo strato di ozono) e l’impiego della solarizzazione (consiste nella stesura di un film di nylon dopo un’irrigazione o un intervento irriguo, che grazie al calore che si sviluppa determina una sterilizzazione del suolo) o la vaporizzazione con il vapore, i quali hanno creato un danno ancor maggiore a livello ambientale creando il cosiddetto vuoto biologico, ovvero creando una sterilizzazione totale del suolo anche a livello di fertilità e determinando un forte decremento della componente organica del suolo.
Grazie a questa consapevolezza e ad una maggiore sensibilità ambientale, nell’ultimo decennio si sono moltiplicate, non solo nelle aziende biologiche, l’impiego di specie o miscele di piante biocide, le quali oltre a svolgere un’importante attività nei confronti dei nematodi parassiti vegetali, grazie al loro interramento vanno a determinare un aumento della sostanza organica nel suolo.
La quasi totalità delle specie biocide appartengono alla famiglia delle Crucifere, il loro effetto contro nematodi e artropodi (in misura minore anche contro a funghi e batteri) lo si deve alla presenza nei loro tessuti di composti glucosinati, terpenoidi e tirosinasi (enzima) che una volta venuti a contatto, attraverso il sovescio della coltura, liberano isotiociani, ovvero sostanze bioattive che hanno un’azione nematocida.
Non tutte le specie hanno gli stessi effetti, tra le specie a più alta elevata attività nematocida ci sono il rafano (Rafanus sativus); la senape (Sinapis alba), la rucola (Eruca sativa).
Padana Sementi ha da sempre sostenuto l’impiego di queste specie all’interno di un’attenta ed accurata rotazione delle colture, per maggiori informazioni sull’utilizzo, sulle specie e sulle miscele disponibili: http://www.padanasementi.com/prodotti/sementi-per-lagricoltura/cover-crop/senape/
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